
Con l’inizio del 2026 entra ufficialmente in vigore una novità rilevante in materia di buoni pasto, che interessa sia i datori di lavoro sia i lavoratori dipendenti: l’innalzamento del limite di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici.Si tratta di un intervento atteso, che rafforza il ruolo dei buoni pasto come strumento di welfare aziendale e come leva alternativa all’aumento della retribuzione.
A partire dal 1° gennaio 2026, i buoni pasto elettronici non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente fino a € 10,00 al giorno.Il nuovo limite comporta che, entro tale soglia:
Per i buoni pasto cartacei, invece, non sono previste modifiche: la soglia di esenzione resta fissata a € 4,00 giornalieri.
L’aumento della soglia a € 10,00 rappresenta una facoltà e non un obbligo per il datore di lavoro.
Le aziende possono quindi:
In un contesto di attenzione ai costi e di ricerca di strumenti di welfare efficienti, il buono pasto elettronico diventa nel 2026 una leva particolarmente vantaggiosa, soprattutto se confrontata con l’aumento diretto della retribuzione lorda.
Resta fermo un principio fondamentale:
la parte di buono pasto che supera la soglia di esenzione diventa imponibile. Questo significa che:
Per questo motivo è essenziale definire correttamente il valore nominale del ticket e valutare l’impatto economico complessivo.
Con il 2026 si apre una nuova fase per i buoni pasto elettronici, che vengono ulteriormente valorizzati dal legislatore come strumento di sostegno al reddito e di welfare aziendale.
L’aumento della soglia di esenzione offre nuove opportunità, ma richiede anche scelte consapevoli e correttamente strutturate.